UN COLLAUDATO STAFF DI INCAPACI PER QUALE FUTURO?!?

Gli UM accolgono con profonda delusione il patetico rimpasto societario che ha rimesso al loro posto tutti i responsabili degli INFINITI insuccessi degli ultimi anni. Evidentemente in piazzale Lotto non esiste l'umiltà e la capacità di assumersi alcuna responsabilità per la vergognosa stagione appena conclusasi.
È disgustoso che ritorni ai vertici societari una figura che col basket non ha nulla a che vedere (salvo riempire il palazzo di tifosi occasionali con agevolazioni di ogni tipo) e che si avvalga di un GM che come presidente ha FALLITO TUTTI GLI OBIETTIVI. La Curva si augura che questa ridicola dirigenza a furia di conclamati fallimenti faccia almeno buon uso delle risorse economiche di un signor Armani (che Dio lo benedica) che stupisce come possa ancora dar loro fiducia.

TERZO TORNEO BASKET 3vs3 UM PER MASSIMO



UMILIATI PER LA QUARTA VOLTA DA UN ROSTER CHE ECONOMICAMENTE VALE UN TERZO DEL NOSTRO, ADESSO CHI HA SBAGLIATO CI ASPETTIAMO CHE SE NE VADA.

Ha vinto meritatissimamente per la quarta volta (perchè non possiamo dimenticare la Coppa Italia dell'anno scorso) chi ha dimostrato di avere idee di gioco chiare e attributi da vendere ovvero le caratteristiche che invocavamo la nostra dirigenza di mettere in campo perchè la Maglia potesse essere sempre onorata. Adesso dopo 2 anni il tracollo è completo e le responsabilità sono davanti agli occhi di tutti quelli che vogliono guardare. Come già sottolineato dopo la patetica gara di finale a Desio, per costruire un progetto serio non bastano i soldi ma persone competenti ai vertici societari, allenatori capaci e capitani veri sul campo. Sia chiaro che riconosciamo al notro attuale capitano il cuore che ci ha messo specialmente da gara 5 in poi così come riconosciamo la sua indispensabile qualità di giocatore ma riteniamo che tutto questo non basti per essere il capitano di cui l'Olimpia ha bisogno per perseguire i traguardi che merita. NON BASTA ESSERE GRANDI GIOCATORI PER ESSERE BUONI CAPITANI. Se si guarda con oggettività la gestione societaria, prima responsabile in assoluto, non si può non notare che da almeno 3 anni non abbiamo rivali in termini qualitativi ma puntualmente quando è il concetto di squadra a dover far la differenza i grandi campioni, strapagati del Sig. Armani, ma scelti dal nostro presidente, diventano piccoli uomini che non san più dove girarsi. Basta riguardarsi l'overtime di gara 7 per averne il più limpido esempio. Quindi? Quindi a nostro avviso sarebbe il caso che il Signor Armani, invece di mettere la maglia dei suoi pupilli a rotazione, si adoperasse per trovare gente capace di investire meglio i suoi soldi e magari già che c'è anche un pò meno permalosa e capace di un minimo di riconoscenza verso quei tifosi che si sacrifiano tutto l'anno sostenendo con la presenza ovunque e con tutta la voce di cui dispongono chi scende in campo con la Maglia dell'Olimpia

 

NOI SIAMO GIA' PRONTI A RIPARTIRE E SAREMO SEMPRE AL FIANCO DI CHI VUOLE FARE IL BENE DELL'OLIMPIA.

CASERTA-MILANO, UNA GIORNATA DI ORDINARIA REPRESSIONE

Ore 8.00 partiti per Caserta in pullman. Ore 8.12 fermati da 4 volanti e 1 macchina della digos per minuziosissimi controlli, idenificazione di tutti i presenti sul pullman e partenza rimandata di 1 ora e 30!!! Grazie ad un autista superlativo arrivo al casello di Sata Maria Capua Vetere alle 18.45 ma anche qui nuovi controlli e arrivo al palazzo alle ore 20.30!!! Questa è l'Italia per chi sceglie di fare l'Ultras ma nonostante tutto... NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!!




UN ANNO È PASSATO MA NULLA È CAMBIATO

Perdere una finale ci può stare ma dopo tutte le osservazioni che abbiamo mosso la passata stagione ci si aspettava un carattere diverso.

Evidentemente la società Olimpia non riesce a recepire che "le palle non crescono sugli alberi" e il carattere sul campo si coltiva con motivazione e progetti seri. La sensazione e' che dalle parti del Lido si pensi che bastino solo i milioni a far squadra ma la storia ci insegna cosa differente e la lezione dell'anno scorso non pare esser servita. Il coach probabilmente ripeterà che "se vinceremo il campionato nessuno si ricorderà della coppa Italia" ma stavolta dopo le delusioni in Eurolega, la Supercoppa e Desio non crediamo proprio sarà così.

Non facciamo un dramma come l'anno scorso della sconfitta dato che la "frustrazione" da insuccesso e' passata ma il futuro della squadra ci preoccupa e per questa ragione ancora una volta prendiamo posizione con l'auspicio di contribuire a dare una sveglia per il prosieguo del campionato.


L'OLIMPIA SIAMO NOI!!!


Foto MILANO - Sassari    finale Coppa Italia


GIUSTIZIA E' FATTA

PER TUTTI COLORO CHE NON HANNO VOGLIA DI LEGGERE LA SENTENZA PUBBLICATA, QUESTO E' UN RIASSUNTO DELLO SCHIFO DI CUI SIAM STATI VITTIME E DI QUANTO CI HAN DOVUTO RISARCIRE PER L'INCOMPETENZA DIMOSTRATA

          REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Prima) ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1981 del 2014, proposto da:

-OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'avv. Giovanni Adami, con domicilio eletto in Milano,  Largo Zandonai, 3

contro

Ministero dell'Interno, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato, presso i cui uffici è domiciliato ex lege in Milano, Via Freguglia, 1

per l'annullamento

del provvedimento del Questore della Provincia di Milano del 12.3.14 e del 2.4.2014, con cui si è disposto, ai sensi dell'art. 6. della legge 401/1989 come modificata dal D.L. 717/1994, convertito nella legge 45/1995 e dal D.lgs. 377/014, il divieto agli odierni ricorrenti di accedere a tutti gli impianti sportivi sul territorio nazionale in cui si disputino allenamenti e incontri di basket, ivi comprese le amichevoli, i campionati professionistici e dilettantistici, i tornei internazionali, la Coppa Italia, i tornei amichevoli e le partite della nazionale italiana, per la durata di 1 anno;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno; Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l'art. 52 D.lgs. 30.6.2003 n. 196, commi 1 e 2;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 novembre 2014 il dott. Angelo Fanizza e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con ricorso ritualmente proposto i signori -OMISSIS- hanno impugnato, chiedendone l'annullamento, il provvedimento del Questore della Provincia di Milano del 12.3.14 e del 2.4.2014, con cui si è disposto, ai sensi dell'art. 6. della legge 401/1989 come modificata dal D.L. 717/1994, convertito nella legge 45/1995 e dal D.lgs. 377/014, il divieto agli odierni ricorrenti di accedere a tutti gli impianti sportivi sul territorio nazionale in cui si disputino allenamenti e incontri di basket, ivi comprese le amichevoli, i campionati professionistici e dilettantistici, i tornei internazionali, la Coppa Italia, i tornei amichevoli e le partite della nazionale italiana, per la durata di 1 anno.

I fatti all'origine dell'emissione dell'impugnato decreto riguardano un allenamento della società di basket Olimpia Milano, tenutosi in data 11.2.2014, nel corso del quale alcuni tifosi, tra i quali i ricorrenti, "incuranti dei reiterati inviti da parte del personale della Digos" , erano entrati nella "palestra mentre era in corso la riunione tecnica pre-allenamento ed occupavano il campo da gioco", e ciò al fine di impedire "lo svolgimento degli allenamenti e concorrendo in tal modo a portare a termine l'intervento non autorizzato del leader della tifoseria, che, con un lungo discorso, dai toni minacciosi ed intimidatori, contestata al generale manager e agli atleti le recenti vicissitudini della squadra nel corrente campionato".

A fondamento dell'impugnazione sono stati dedotti i seguenti motivi:

1°) violazione dell'art. 6, comma 1 della legge 401/1989 e dell'art. 2 bis, comma 1 della legge 377/2001 in relazione al collegamento dei fatti con la manifestazione sportiva;

2°) violazione e falsa applicazione dell'art. 6, comma 1 della legge 401/1989; difetto di motivazione; eccesso di potere per travisamento dei fatti;

3°) violazione e falsa applicazione dell'art. 6, comma 1 della legge 401/1989, dell'art. 2 bis della legge 41/2007, sotto il profilo della non riconducibilità della condotta attribuita ai ricorrenti all'elenco di cui al citato art. 6;

4°) illegittima estensione del divieto d'accesso anche agli allenamenti;

5°) violazione, sotto altro profilo, dell'art. 6 della legge 377/2001; eccesso di potere per indeterminatezza dei presupposti.

I ricorrenti hanno, inoltre, proposto questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 della legge 401/1989 per contrasto con gli artt. 3 e 10 della Costituzione, e ciò al fine di censurare l'estensione dell'impugnato divieto alle manifestazioni da svolgersi all'estero, in quanto "verrebbero in tal modo svilite le norme del diritto internazionale che prevedono la territorialità delle leggi" (cfr. pag. 19).

Si è costituito in giudizio il Ministero dell'Interno (2.7.2014), che, nella memoria del 17.7.2014, ha opposto che "l'intenzione del legislatore di non limitare la nozione di "manifestazioni sportive"  alle sole competizioni si ricava agevolmente dal fatto che lo stesso decreto legge n. 336 / 2001, con il comma 1-bis dell'art. 1, ha sostituito le parole "competizioni agonistiche" che ricorrevano nella legge n. 401 /1989, con le parole "manifestazioni iportive", rendendo evidente che il significato attribuito a quest'ultima locuzione è senz'altro più ampio di quello precedente" (cfr. pag. 3).

Con ordinanza n. 1024 del 24.7.2014 la Sezione ha accolto la domanda cautelare, in quanto "come già rilevato dalla Sezione in identico e precedente giudizio (A. G. 1770/ 2014), l'episodio descritto nella parte motiva del provvedimento impugnato non può dirsi avvenuto "in occasione o a causa di una manifestazione sportiva" (secondo la nozione offerta dall'art. 2 bis, comma 1 del d.l. 336/ 2001, per cui si intendono tali le competizioni che si svolgono nell'ambito delle attività previste dalle federazioni sportive e dagli enti e organizzazioni riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano), bensì di un allenamento infrasettimanale (restando, ovviamente, impregiudicata l'eventuale sussumibilità della condotta in questione in fattispecie illecite di altro genere)" (dr. ordinanza 26 giugno 2014, n. 863)".

In vista dell'udienza di discussione nel merito, fissata per il 19.11.2014, l'Avvocatura dello Stato ha depositato una memoria (17.10.2014) con cui ha ribadito le argomentazioni precedentemente illustrate, mentre i ricorrenti hanno richiamato, nella memoria del 25.10.2014, alcuni precedenti della giurisprudenza circa l'applicabilità della misura del "RASPO" nel caso di manifestazioni diverse da quelle strettamente definibili come competitive.

All'udienza del 19 novembre 2014 la causa è stata trattenuta per la decisione.

Il ricorso è fondato e va, pertanto, accolto.

La disciplina legislativa speciale prevede che il divieto di accesso alle manifestazioni sportive può essere applicato nei confronti di coloro che abbiano "p reso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza" (art. 6, comma 1 della legge 401/1989), a ciò dovendosi aggiungere rinterpretazione autentica che il Legislatore ha fornito con l'art. 2 bis del D.L. 336/2001 (convertito nella legge 377/2001), secondo cui:

a)      "per manifestazioni sportive (...) si intendono le competizioni che si svolgono nell'ambito delle attività previste dalle federazioni sportive e dagli enti e organizzazioni riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)";

b)      "per incitamento, inneggiamento e induzione alla violenza deve intendersi la specifica istigazione alla violenza in relazione a tutte le circostanze indicate nella prima parte del comma".

La cognizione sulla legittimità del provvedimento impugnato non può, dunque, prescindere da una concreta verifica circa l'attendibilità della valutazione delle condotte che avrebbero sostanziato l'applicata misura restrittiva.

Sul punto, il Collegio ritiene decisiva l'analisi del video allegato in atti da entrambe le parti, che fedelmente rappresenta il contesto fattuale e il clima emotivo che hanno caratterizzato l'episodio dell'11.2.2014, da inquadrarsi cronologicamente alcuni giorni dopo la sconfitta dell'Olimpia nel quarto di finale della Coppa Italia, giocata nell'occasione proprio a Milano.

In particolare, pur rilevandosi toni concitati nella conversazione tra i tifosi e la squadra, non si è riscontrata, tuttavia, nessuna condotta di carattere minaccioso o violento, quanto, piuttosto, un franco e reciproco confronto sulle cause che avrebbero determinato un calo del rendimento sportivo, imputato sia alla mancanza di determinazione e attaccamento ai colori sociali, sia a distrazioni legate alla vita privata dei giocatori.

Dopo il discorso pronunciato dal leader della tifoseria (non ricompreso tra gli odierni ricorrenti), inframmezzato dialetticamente da osservazioni e repliche da parte di alcuni giocatori, è stato, in particolare, il coach Luca Banchi a prendere la parola, il quale si è rapportato in modo diretto ai tifosi, spiegando loro la condizione fisica e psicologica vissuta dalla squadra in quella fase della stazione agonistica, ma ciò all'evidente fine di ripristinare un clima di ritrovata coesione e non certo per evitare che la situazione contingente, rimasta sempre sotto controllo (vista, tra l'altro, la presenza di personale delle Forze dell'Ordine), degenerasse nel corso di quello specifico allenamento.

Si è trattato, in altri termini, di un chiarimento e, al tempo stesso, di una sollecitazione ai giocatori a profondere il massimo impegno, che non sarebbero mai potuti intervenire in occasione delle partite, bensì in un diverso contesto, quale, appunto, una seduta di allenamento.

Ad avviso del Collegio, quella verificatasi è una situazione molto comune nello sport agonistico, e a maggior ragione in quello professionistico, che non ha affatto integrato gli estremi dell'aggressione fisica, di minacce o di intimidazioni, tanto e vero che l'Olimpia Milano, dopo essere stata eliminata dalla final eight di Coppa Italia, ha sensibilmente migliorato le proprie prestazioni fino al punto di vincere il campionato nazionale di basket dopo ben diciotto anni: il che denota una tensione positiva tra squadra e tifoseria.

È, quindi, fondato il secondo motivo di ricorso, con cui è stato censurato l'eccesso di potere per travisamento dei fatti, inidonei, nel caso di specie, a sostanziare la tassativa previsione di cui al citato art. 6 della legge 401/1989, non essendo stata raggiunta la soglia di allarme (cioè il pericolo di una lesione, anche solo potenziale, dell'ordine pubblico, cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 16 dicembre 2010, n. 9074), che l'Amministrazione, nei propri scritti, ha richiamato come presupposto necessario a giustificare la misura in questione (cfr. pag. 2 della memoria del 17.7.2014).

Sono, conseguentemente, assorbiti:

-    il primo e quarto motivo, entrambi concernenti la definizione di "manifestazione iportiva", riguardo alla quale il Collegio non ravvisa motivi per disattendere le statuizioni espresse in sede cautelare, tenuto conto che, dalle immagini esaminate, fondatamente emerge che il fine dei tifosi sia stato quello di parlare con lo staff tecnico e con i giocatori, non quello di genericamente contestare la squadra né, tantomeno, di commettere atti di violenza;

-   il terzo motivo, con cui si è dedotta l'illegittima riconduzione delle condotte sanzionate nel reato di violenza privata di cui all'art. 610 del codice penale (il cui accertamento, se del caso, potrà avvenire nell'ambito della diversa giurisdizione penale e fondare l'applicazione della relativa pena);

-   il quinto motivo, afferente alla specificazione di "quali siano i luoghi" interdetti all'accesso dei ricorrenti (cfr. pag. 13), in tale censura, inoltre, dovendosi comprendere la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 della legge 401/1989, che il Collegio, tuttavia, non stima necessaria ai fini del decidere.

In conclusione, il ricorso va accolto.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (sez. I), definitivamente pronunciando:

-       accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla i provvedimenti inepigrafe;

condanna l’amministrazione al pagamento delle spese dellafase di merito in favore del ricorrente, che si liquida in € 1.100,00, oltre IVA e -       CPA come per legge (restano ferme le somme già liquidate in sede cautelare, ovvero € 700,00). Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2014 con l’intervento dei magistrati:

XXXXXXXXXXXXXXXXXXX


 

 

L'ESTENSORE                                          IL PRESIDENTE

 

 

 

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/11/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


L'ipocrisia della Gazzetta dello Sport non ha confini!!!

Non sono bastati 2 gradi di giudizio per riabilitare la nostra immagine agli occhi di chi ci ha sempre criticato gratuitamente. FIniti gli argomenti per condannarci il giornale rosa aveva una ghiotta occasione per mostrare anch'esso il rispetto dovuto a chi ha subito un'ingiustizia di proporzioni epiche e invece...

Nell'articolo del provvedimento omette il cospicuo risarcimento cui è stata condannata la questura di Milano... e poi, non paga dell'ipocrisia dimostrata, aggiunge un vaneggiante commento del signor nessuno di turno che, invece di prender atto del fatto che non c'è stata violenza di cui parlare, rincara la dose screditando la sentenza emessa da 5 giudici del tribunale che evidentemente se danno ragione ai tifosi che HANNO RAGIONE, diventano pericolosi fomentatori.

Questo purtroppo è il livello di (dis)informazione in Italia ma per fortuna esistono ancora altri canali come il web dove (per ora) si possono ancora dire le cose come stanno.


Corriere della Sera

Ilgiorno.it


Annullate definitivamente tutte le diffide, la questura ha travisato i fatti volontariamente e adesso dovranno risarcire i ragazzi.  

Oltre 4000€ di risarcimento pagato coi soldi dei contribuenti per aver travisato i fatti, a tanto ammonterà il costo che dovrà sostenere la questura di Milano come effetto della sentenza definitiva inerente le diffide agli Ultras Milano. Una sentenza ed una giustizia di cui non sentivamo il bisogno di dover dar prova e che il buonsenso avrebbe potuto tranquillamente evitare quando invece dalle parti di fatebenefratelli ha prevalso la voglia di mostrare i muscoli verso un mostro che non esisteva. La questura ha sbagliato e adesso pagherà ma che dire del coro di coglioni che subito si sono schierati al fianco di chi parte lesa non era? Che dire di gente che diceva "mai più quei 50 al forum" come il sig. dan peterson che di signore ha dimostrato di aver ben poco? Che dire dell'ex presidente proli che non ha mai smesso di condannarci? Che dire dell'attuale presidente che ha fatto di tutto per dar man forte alla persecuzione di chi non aveva fatto altro che manifestare civilmente il proprio legittimo dissenso per la pressapochezza da lui mostrata nel ruolo che ricopriva? Che dire di presunti giornalisti come il sig franco arturi della Gazzetta dello Sport che non ha mai perso occasione per attaccarci con vaneggianti teorie frutto dell'assoluta ignoranza? Che dire del sig ruby che ha subito celebrato la condanna a "quei delinquenti" da parte del sig proli?

Ci piacerebbe che queste persone adesso avessero almeno la compiacenza di scusarsi ma siamo certi che come non hanno avuto le palle di dircele in faccia certe cose non avranno certo gli attributi di farsi vedere dalle nostre parti.


Ci sono state invece tantissime persone che al contrario non hanno mai smesso di darci voce e solidarietà convinti della nostra buona fede e allora ringraziamo: Mauro Corno per la correttezza e cortesia sempre dimostrataci a mezzo di Sportal.it, Libero.it e msn.it;

ringraziamo Flavio Suardi che, croce e delizia, per primo ha riportato sul sito della gazzetta i fatti come erano accaduti (poi travisati nei titoli di cui non è stato responsabile) e che in occasione della prima sentenza sospensiva ha dedicato grande visibilità sulle pagine di Gazzetta Lombardia alle nostre ragioni;

ringraziamo Gabriele del sito Il giorno che ha sempre riportato le nostre osservazioni con grande professionalità e rispetto del dovere deontologico;

ringraziamo Carlo Fidanza che nel suo ruolo di europarlamentare ci ha sempre sostenuto;

ringraziamo gli ultras di Calcio, Hockey e soprattutto Basket che con le proprie testimonianze di solidarietà ci han dato la forza di continuare a combattere anche a nome di tutto il mondo Ultras perché la nostra e' la vittoria di tutti coloro che fanno del tifo una ragione di vita;

in ultimo ma primo per debito di gratitudine, ringraziamo l'Avv. Giovanni Adami per il fondamentale supporto legale che ci ha permesso di ottenere quella giustizia in cui siamo riusciti a credere fino in fondo.

E adesso?

Adesso torniamo col solito orgoglio e la testa più alta che mai a ricoprire l'unico ruolo che ci compete ovvero quello di primi tifosi dell'Olimpia e che, piaccia o non piaccia, nessuno potrà mai toglierci perché ... l'Olimpia siamo noi!!!

Grazie a chi ha difeso il BIANCOROSSO

Gli Ultras Milano ringraziano tutti coloro che hanno accolto l'invito di non indossare il colore nero in occasione dell'incontro col Bayern.

Sebbene comprendiamo le logiche commerciali che stavano dietro l'iniziativa della società reputiamo che "il campo" sia un'altra cosa e LA TRADIZIONE VADA RISPETTATA. Era importante mandare un messaggio chiaro ai vertici societari una volta per tutte visto che l'obbrobriosa maglia blu della passata stagione sembra non avergli insegnato nulla.

Noi non accetteremo mai e specialmente per meri scopi di marketing, di vedere mancanza di rispetto dei colori bianco e rosso sul campo.

Col più profondo auspicio che queste iniziative non si ripetano in futuro, resteremo al fianco dei NOSTRI UNICI COLORI solo quando il Bianco e il Rosso sarà rispettato.

 

BIANCOROSSO E' IL COLORE CHE AMIAMO!!!


IL BIANCO E IL ROSSO I NOSTRI UNICI COLORI!!!

Gli Ultras Milano comunicano che non aderiranno all'invito della società di indossare le maglie di colore nero in occasione dell'incontro con il Bayern. Dopo le rimostranze sulla maglia blu della passata stagione avevamo ricevuto garanzie che la maglia nera prodotta per questa stagione NON sarebbe stata impiegata in casa.

Sebbene sia comprensibile la logica commerciale che ci sia dietro, ribadiamo che sul campo le uniche maglie che devono rappresentare Milano sono la BIANCA e la ROSSA.

Ogni altro colore lo consideriamo una mancanza di rispetto alla nostra storia e tradizione biancorossa.

 

SE VOLEVAMO TIFARE I COLORI NERI E ROSSI, CI ABBONAVAMO AL MILAN

UN ANNO DOPO LA SARDEGNA RICORDA E RINGRAZIA

Riportiamo di seguito la lettera pubblicata dagli Ultras di Olbia per ricordare quanto accaduto in Sardegna un anno fa e ringraziare chi gli ha dato una mano.


Ultras Milano per sempre vicini a chi soffre!!!


"Il 18 novembre è una triste ricorrenza per la Sardegna e lo sarà ogni anno che passerà. L'alluvione che ci ha visto tristemente protagonisti, ha lasciato un solco enorme nel cuore del nostro popolo, lasciando segni che ancora oggi si portano con dolore. Olbia fu ferita a morte. Una città ferita e ancora claudicante, che con tristezza, giorno dopo giorno, ha visto con i propri occhi l'inoperosità della politica e delle istituzioni. Ci avevamo visto lungo, noi , il giorno che decidemmo di metterci in prima linea e di far qualcosa per i nostri concittadini. Sfiduciati nei confronti del sistema burocratico e di chi avrebbe poi gestito le risosrse indirizzate alle istituzioni, ci muovemmo in prima persona per cancellare il più possibile quelle lacune che avremmo trovato cammin facendo. Riusccimmo asolo in piccola parte a curar le numerose ferite sparse in giro per òa città, troppe le famiglie coinvolte e troppi i bisognosi, ma anche quel "poco" (se paragonato alle esigenze) che riuscimmo a fare, ci rende ancor oggi fieri e felici, consapevoli di non aver abbandonato, anche sul sociale, la nostra città. Un'altra consapevolezza vive nelle nostre menti, quello di aver attinto alla grande forza che ci fu donata da molte persone del nostro mondo, quello Ultras, ma non solo. Il nostro mondo, dicevamo, quello che tristemente viene ricordato di più per il marcio che raccoglie e per i suoi lati oltranzisti, piuttosto che per quei valori che racchiudono principi che spesso in altri "ambienti" non si rispettano. Tutto ciò fu fondamentale, ai tempi ,per permetterci di essere presenti la dove c'era bisogno. Il popolo Sardo è un popolo fiero e dignitoso, che con difficoltà chiede aiuto. Noi, consapevoli dell'oneroso impegno che ci prestavamo ad affrontare, aggirammo questo vincolo radicalizzato in ognuno di noi e chiedemmo aiuto. Restammo sorpresi dalla ruota di solidarietà che si azionò attorno a noi, ma ancor di più, rimanemmo stupiti dalla fiducia mostrataci da tutti quei gruppi e da tante persone, che oltrepassarono l'ostacolo della diffidenza, credendo in noi, pur non conoscendoci personalmente. Non solo, persone amiche, talune perse di vista negli anni, furono importanti per darci forza anche morale e in taluni casi fisica. Amici che ci chiesero di restare in anonimato, preoccupati solo di esserci e non di apparire. non solo amici, ma anche "nemici", che senza colori e pubblicità, si prestarono in penombra e solitudine a dare un loro contributo. C'è anche chi, invece, pur conoscendoci bene, decantando la loro fratellanza, non mosse un dito, segno che certe volte alcuni rapporti e legami che si instaurando estringono, si basano su cose effimere, anzichè su basi ferree. Non daremo luce, oggi, in questo triste anniversario, alla negatività, ma focalizzeremo l'attenzione sulla gara di solidarietà che venne fuori dal mondo delle curve italiane, che ci commosse e che ancora oggi ci commuove. Essere i destinatari di tutto cià ci ha regalato forti emozioni e non basteranno mille o più parole per riuscire a racchiudere i nostri sentimenti, che ancora oggi conserviamo. Di una cosa siamo certi, un Sardo, certi gesti, non li scorda!

E' arrivato, oggi, in concomitanza con l'anniversario, la decisione di chiudere il conto bancario aperto un anno fa e che utilizzammo per convogliare i fondi e di ringraziare pubblicamente tutte le persone che credettero in noi e nella nostra iniziativa. Ciò che auguriamo a noi stessi è di poter, un domani, incontrare e ringrazioare personalmente tutti voi.


Su veru amigu si connoschet in sas adversidades"


GRAZIE

Gli Ultras Milano vicini al dolore degli Ultras Biellesi

Oggi in occasione dei funerali di Davide Spianato noto a tutti come "Spia", una rappresentanza della Curva ha voluto rendere omaggio personalmente ai familiari ed alla Curva Barlera.
Gli Ultras Milano ricorderanno sempre Davide come un Amico sempre gentile ed ospitale in ogni occasione in cui ci siam recati a Biella. La perdita di Spia é un motivo di dolore per tutti gli Ultras. Ciao Spia

Gli Ultras son tornati!!!

Gli Ultras Milano a Sassari unica tifoseria organizzata presente tra le partecipanti da fuori della Sardegna.

 



Per amore dell'Olimpia ripartiamo da Casali

Dopo l'incontro col nuovo GM ed una lunghissima riunione di venerdi, gli Ultras Milano han deciso di riprendere il dialogo con la societa' ad unica condizione di aver come interlocutore unico la figura di Simone Casali.

 

Simone ha sempre dato ampia dimostrazione, fin dal suo approdo in societa', di sensibilita' verso il tifo organizzato riconoscendo nella Curva un valore aggiunto per l'Olimpia grazie al supporto vocale e coreografico che ha sempre saputo dare a chi indossa la Nostra gloriosa Maglia.

 

La possibilita' di relazionarci con un persona VERAMENTE legata all'Olimpia é per noi garanzia di ottenere quel rispetto che siamo sicuri di meritare per l'impegno ed i sacrifici di cui abbiam sempre dato prova per assicurare supporto ovunque a chi porta in giro per l'Italia il nome di Milano nel basket.

 

Gli Ultras Milano reputando che una riconciliazione totale specie col "vertice dirigenziale" sia impossibile, auspicano che questo compromesso possa garantire a tutto l'ambiente una maggior serenita' a beneficio della qualita' di rendimento di chi potra' scendere in campo sicuro del pieno supporto del proprio pubblico senza piu' motivi di "divisioni".

 

Gli Ultras Milano han deciso inoltre di rinunciare ad ogni sorta di "agevolazione", come invece accaduto in passato, reputando che questa scelta possa salvaguardare la liberta' di pensiero del Gruppo senza possibilita' di dar adito ad ipotetiche teorie di vincoli o rapporti di sudditanza con la societa' Olimpia.

Gli Ultras Milano, ribadendo la propria soddisfazione per l'abbandono da parte di Proli della società, comunicano che la posizione su Portaluppi rimarrà invariata. Dopo il vergognoso atteggiamento nei nostri confronti fatto di false accuse e condanne infami per tutta la stagione scorsa, non potremo MAI perdonarlo.Le sentenze che han confermato che quanto accaduto all'allenamento non avesse avuto niente di minimamente violento o minaccioso come lui ha sempre voluto far credere rendono la nostra posizione ancora più ferma.

Consideriamo lupo un falso moralmente indegno di rappresentare la Nostra società e, malgrado il rispetto per il suo passato da giocatore (rispetto dovuto per chi a differenza sua una dignità ce l'ha) continueremo a condannare chi di uomo ha dimostrato di avere ben pco. L'unico augurio che ci sentiamo di fare ad una persona così sgradita è che segua presto l'esempio dell'ex presidente... e se ne vada dall'Olimpia!!!

Gli Ultras Milano esultano per l'addio di chi non han MAI riconosciuto come presidente.

Non l'abbiamo mai considerato e non lo ricorderemo certo come un Nostro presidente. Dopo le vergognose esternazioni nei nostri confronti della passata stagione lo accoglieremo con tutto il disgusto che merita ogni volta che avremo la sfortuna di incontrarlo. Il fatto che una persona di un cosi basso spessore morale lasci l'Olimpia non puo' che essere motivo di festa per ogni persona che ami veramente i Nostri colori.

 

Oggi piu' che mai, l'Olimpia siamo noi!!

Gli Ultras al raduno per riprendere a sostenere la maglia e sperare che certa gente tolga il disturbo al più presto

Non potevamo certo mancare al primo appuntamento stagionale con la nostra Maglia. Non potevamo mancare soprattutto per mettere subito in chiaro quale sarà la nostra linea per la stagione che è alle porte. SOSTEGNO ALLA MAGLIA E CONDANNA DI CHI CI HA ABBANDONATO A NOI STESSI DENIGRANDOCI E ACCUSANDOCI SENZA RAGIONE!!!

Ringraziamo tutti per la solidarietà dimostrataci e diamo fin d'ora appuntamento a tutti per la prima riunione stagionale che si terrà mercoledì 3 settembre al solito posto.

 

AVANTI ULTRAS, L'OLIMPIA SIAMO NOI!!!


DIFFIDE SOSPESE E ADESSO CHI E' IL CRIMINALE?

Gli Ultras Milano comunicano che anche tutte le altre diffide (dopo quelle sospese il giorno di gara 7) sono state annullate. Per tutti coloro che son stati fatti oggetto di obbligo di firma i giudici han condannato la questura di Milano a risarcire 1000€ a persona. Adesso tutti i perbenisti sempre pronti a condannare senza processo cosa diranno? I vari peterson, gamba e soprattutto i nostri integerrimi dirigenti come si giustificheranno per ciò che abbiamo subito e che non hanno esitato a plaudire???

 

42 persone innamorate dell'Olimpia han dovuto rinunciare a metà stagione per aver cercato di richiamare la squadra ai loro compiti nel rispetto di storia e tradizione biancorossa, chi li risarcirà???

 

Gli Ultras Milano non smetteranno MAI di condannare chi ha dimostrato di non rispettare il diritto di critica e attendono il 28 agosto per ricominciare in occasione del raduno a manifestare il proprio affetto per la maglia ed il disgusto per certi dirigenti indegni.

 

AVANTI ULTRAS, L'OLIMPIA SIAMO NOI!!!


TORNEO PER MASSIMO TRA LA FESTA E IL RICORDO

Primi scatti della festa per e con i Diffidati... I Campioni dell'Italia siamo NOI!!!



LA QUESTIONE "ULTRAS MILANO" DAVANTI AI PARLAMENTARI A ROMA

L'applauditissimo intervento di Fidanza nella sala gremita
L'applauditissimo intervento di Fidanza nella sala gremita

Con grande e gradito stupore della rappresentanza degli Ultras Milano presenti a Roma ad un incontro sul tema dell'articolo 9, l'europarlamentare di Fratelli D'Italia Carlo Fidanza ha citato quanto accaduto alla nostra tifoseria come l'esempio più eclatante di come il sistema repressivo contro i tifosi abbia superato ogni limite. All'incontro erano presenti tra gli altri: l'on.Vito Crimi di M5S, Paolo Cento, Paola Frassinetti e Carlo Fidanza  di Fratelli d'Italia, un rappresentante di SEL, gli avv.Giovanni Adami e Lorenzo Contucci, un rappresentante del partito Radicale, un parlamentare PD oltre il giornalista Xavier Iacobelli, 20 rappresentanze Ultras di A e B e quelle di Fortitudo, Varese e Roseto del Basket.

Nel confronto son state presentate in modo più che esaustivo tutte le problematiche inerenti l'assenza di garanzie dei diritti dei cittadini nell'interpretazione dell'art.9 da parte degli organi di giudizio oltre che gli eccessi nei sistemi repressivi applicati per la tutela dell'ordine pubblico negli stadi quali la tessera del tifoso e le DIFFIDE PREVENTIVE come nel nostro caso.

GLI ULTRAS MILANO AL TORNEO CONTRO LA PEDOFILIA

In attesa di gara 6 gli Ultras Milano si son ritrovati coi Diffidati per partecipare all'importante torneo di beneficenza organizzato presso lo Sporting Platani a Milano. Tantissime le presenze ad un evento dai grandi significati umani e buona prova anche sotto il profilo sportivo dove la rappresentativa ha ben figurato nel proprio girone. Grazie specie a coloro che hanno affrontato gli oltre 30 gradi per scendere in campo. Anche questo e' essere ULTRAS!!!

MELLI E LO STILE ARMANI

Dal giornale rosa di oggi apprendiamo le ennesime  ipocrite esternazioni di un esponente societario e ci rendiamo conto che si allarga il raggio dei fortunati rappresentanti della societa' gestita dal sig.Armani che oramai non paiono avere piu' ne filtro ne dignita'.

Per la seconda volta ci si e' messo addirittura il sig. nicolo' melli a far dichiarazioni che, oltre che assurde, evidenziano la sua incoerenza. Per dover di cronaca melli era stato l'unico insieme ad Hackett a riconoscere le nostre ragioni, a promettere maggior impegno per il futuro ed adoperarsi per far arrivare il nostro sentimento anche ai loro compagni.

Adesso che la prova e' provata oltre che dagli atti anche da un noto esponente societario in un articolo sul suo "imparzialissimo" sito e la societa' ha effettivamente denunciato tutti, ci viene da chiedere con che coraggio si possono prendere le parti di un uomo che di uomo ha abbondantemente dimostrato di non avere nulla?

Gli Ultras Milano prendono atto dell'evidente patetico tentativo di difendere cio' che ogni persona "pensante" non puo' che reputare INDIFENDIBILE per aver risposto a semplici critiche con diffamazione e DENUNCE.

L'Olimpia ribadiamo appartenere a chi la AMA con umilta', senza stipendio o interessi diversi dall'impegno per salvaguardarne la storia e la 78enne tradizione Milanese che essa rappresenta nel basket.

Digos e Dirigenti accusano la curva di farsi condizionare da presunte "eminenze grige" mentre e' davanti agli occhi di tutti che di strumentale in questa incredible vicenda c'e' solo le volonta' di eliminare ogni fattore di disturbo all'interno di quella che si considera evidentemente solo una voce di bilancio ... IL PUBBLICO.

 

E adesso mettetevi tutti la maglia di melli ...

IL VERO TIFO POSITIVO!!!

Col permesso dei genitori pubblichiamo le foto di uno dei Nostri bambini che non han bisogno della società Olimpia per crescere all'insegna dei valori che contano veramente.


NEL NOME DEI DIFFIDATI, NON SI MOLLA UN CAZZO!!!

Con un eloquente messaggio la Curva ha manifestato il proprio sostegno ai ragazzi oggetto degli assurdi provvedimenti recapitati nei giorni scorsi.

Ci pare comico che proprio in questa occasione la squadra decida "di propria iniziativa" di manifestare sostegno a chi quei provvedimenti li ha provocati dimostrando di non conoscere la vergogna.

Gli Ultras Milano continueranno comunque a stare al fianco di un ideale che non ha la faccia di nessun giocatore ne dirigente e si chiama... OLIMPIA MILANO!!!

SENZA PAROLE...

Mentre i dirigenti ci denunciano almeno qualcuno ammette gli effetti delle nostre osservazioni.

 

AVANTI OLIMPIA!!!

ARTICOLO SU sportpeople.net

LA CURVA DEL MILANO HOCKEY CONTRO CORTINA: GRAZIE A TUTTI!!!

COME SEMPRE PRESENTI DOVE C'È L'OLIMPIA

A PISTOIA CI SAREMO

Gli Ultras Milano comunicano che coerentemente col ruolo Ultras che ricopriamo saremo regolarmente al seguito dell'Olimpia sebbene come annunciato manterremo l'astensione dal supporto vocale alla squadra.
Questo comunicato è indirizzato alla società basket Pistoia che pare sia intenzionata ad aprire il settore ospiti ai tifosi toscani vista la nostra presunta assenza.

OLIMPIA... E FATTELA UNA CAZZO DI RISATA!!!

Di seguito riportiamo il contenuto di un articolo apparso sul sito www.ioelolimpia.com e un post pubblicato sulla pagina di Facebook associata allo stesso sito, che rappresentano, con la giusta ironia, l'assurdita della situazione che stiamo subendo

 

 

DASPO per chi parla al conducente

pubblicato 23 ore fa da Matteo Refini   [ aggiornato in data 23 ore fa ]

Premessa: non ero presente alla contestazione all'Olimpia di martedì pomeriggio. Non sono quindi un testimone oculare delle vicende che potrebbero portare a oltre 48 DASPO nei confronti dei presenti.
 
Quello che però leggo nei resoconti della Gazzetta è questo:
 
c’è stato il momento del confronto dialettico […].

Al termine della riunione tecnica, e prima dell’inizio dell’allenamento vero e proprio, i tifosi si sono confrontati verbalmente con la squadra e lo staff tecnico e al termine di un dialogo acceso, ma mai degenerato, durato circa mezz’ora, hanno abbandonato il campo e la squadra ha cominciato regolarmente la seduta. […]

Per chi non lo sapesse il Divieto d'Accesso alle Manifestazioni Sportive può durare da 1 a 5 anni con o meno obbligo di firma in occasione delle manifestazioni sportive interessate.
 
Una accesa discussione merita un provvedimento restrittivo minimo di un anno?
 
Se la logica è questa ogni accesa discussione che si verificasse nel traffico dovrebbe comportare la sospensione della patente dei coinvolti. 
Perché così come discutere con un giocatore vuol dire essere di pericolo per il normale svolgimento di una manifestazione sportiva anche discutere con altri conducenti testimonia l'incapacità di comportarsi civilmente alla guida di un veicolo.
 
Ma forse si contesta l'interruzione di un servizio o manifestazione sportiva…
 
In questo caso andrebbe sospesa la patente  anche a quelli che parcheggiando ad cazzum mi bloccano il tram sulla via del lavoro almeno un giorno alla settimana.
Oppure ai loggionisti della Scala che impedissero per fischi la prosecuzione della prima andrebbe poi vietato l'accesso a qualsiasi manifestazione lirica per almeno un anno.
 
Stasera devo ricordarmi di non parlare al conducente: non vorrei che poi l'ATM mi bandisse dal tram fino al 2020… 

Clicca qui per vedere l'articolo


PETERSON GRAZIE PER LA SOLIDARIETA'

Per rispetto all'età del soggetto ed il ruolo storico occupato dalla sua figura nella storia dell'Olimpia, l'unico giudizio che ci viene da esprimere riguardo il suo vaneggiante articolo apparso sulla gazzetta e nel quale ci descrive come spietati hooligans pronti addirittura ad aggredirlo è che si commenta da solo.

Nella foto un'immagine di 3 anni fa il giorno del suo ritorno in panchina, quando la stessa persona allora chiedeva di incontrare quelle stesse persone (oggi tutte e 4 diffidate) che in quell'occasione però definiva il "Cuore di Milano", si noti l'espressione terrorizzata dell'allora 75enne bandiera dell'Olimpia.

 

Grazie Dan per tutto quello che hai fatto per l'Olimpia.

ANCHE DALL'UNICA TESTATA GIORNALISTICA REALMENTE PRESENTE ALL'INCONTRO LA CONFERMA DELL'ASSOLUTA PACIFICITA' DELL'INCONTRO QUINDI DOV'E' IL REATO???

Come già evidenziato negli articoli dei giorni scorsi, la Gazzetta dello Sport a mezzo del suo sito anche oggi ribadisce i toni assolutamente entro le righe dell'incontro avuto con la squadra e coach Banchi. Il quesito che ci si pone nuovamente è DOVE SIA STATO COMPIUTO UN REATO GRAVE AL PUNTO DA PERSEGUIRE TUTTI COLORO CHE SONO INTERVENUTI AL CONFRONTO.

 

Ribadiamo che ciò che stiamo subendo è un palese abuso degli strumenti repressivi adottati dalle forze dell'ordine che ormai sono arrivate al punto di manipolare i fatti pur di giustificare questi assurdi provvedimenti verso coloro che hanno come unica colpa quella di definirsi Ultras.

GLI ULTRAS RINGRAZIANO TUTTA L'ITALIA ULTRAS PER LA SOLIDARIETA'

Dal momento in cui è stato inserito il nostro comunicato che spiega l'assurdità di quanto ci sta accadendo, sono arrivate a questo sito centinaia di testimonianze di solidarietà da diverse realtà Ultras del nostro paese. Da Varese ad Avellino passando un pò per tutta l'Italia Ultras del basket e non.

 

GRAZIE A TUTTI!!!

 

La nostra battaglia per la legalità sarà la battaglia di Tutti per ripristinare il legittimo diritto d'espressione e la Vostra solidarietà ci renderà più forti.

AVANTI ULTRAS!!!

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